Apple News Plus non soddisfa del tutto alcuni editori | Rumor

15 Aprile 2019 22

Apple News Plus è ufficiale da meno di un mese, e alcuni editori hanno alcune rimostranze piuttosto importanti da segnalare. Ne parla DigiDay, citando di aver parlato con cinque testate presenti sulla piattaforma (senza però farne il nome). Riassumendo: alcuni editori ritengono che Apple faccia preferenze, che il supporto e gli strumenti per la pubblicazione di contenuti siano inferiori alle promesse iniziali, e che l'esperienza di navigazione e lettura per gli utenti sia poco appagante - per lo meno calcolando gli standard qualitativi di Apple.

Priorità ai pesci grossi - Gli editori intervistati dicono che hanno tutti ricevuto un indirizzo email da contattare per questioni su design, formattazione e impaginazione degli articoli, e che le risposte da parte di Apple sono generalmente solerti; tuttavia, alcuni sono venuti a sapere di un canale Slack, che rappresenta una linea di comunicazione più completa e profonda rispetto a una semplice email, in cui però sono invitati i nomi più grossi e importanti.

Promesse mantenute a metà - Apple aveva praticamente promesso agli editori che avrebbe collaborato con ciascuno per realizzare un formato per gli articoli che fosse di grande impatto ma al tempo stesso personale. Addirittura, Apple avrebbe dovuto fornire dei template completi. Che però non sono mai arrivati. Nei casi migliori, i template sono stati forniti da diverse aziende esterne - ma "lasciano tutti a desiderare", secondo le fonti.


Strumenti acerbi - La maggior parte degli editori di riviste stampate si affida a dei tool software che scansionano i PDF e li adattano alla piattaforma. Tuttavia, questi tool risultano poco efficaci, e tutti gli articoli vanno modificati da cima a fondo sia per i testi sia per l'impaginazione. Inoltre, il risultato è sempre molto simile, e diventa difficile distinguere efficacemente tra una rivista e l'altra.

Gli editori hanno quindi tre scelte, tutte scomode:

  • Investire risorse e personale nell'ottimizzazione dei contenuti per la piattaforma, senza però sapere se le visualizzazioni garantiranno un ritorno di investimento;
  • Fare affidamento sui tool automatici accettando un'impaginazione uguale a quella di tutti gli altri;
  • Aspettare un affinamento della piattaforma limitandosi a caricare un PDF della rivista cartacea, portando però a un'esperienza d'uso inconsistente per l'utente finale.

Ci sono poi alcuni problemi di organizzazione e navigazione dell'interfaccia: in particolare, gli articoli o i pacchetti di articoli prodotti da editori nativi digitali come Vox Media (The Verge, Polygon, Recode) non sono visibili come riviste complete nella scheda specifica di Apple News+: si trovano solo nelle schede dedicate di Apple News.

Apple News+ ha raccolto più di 200.000 iscritti in appena 48 ore, ma bisogna tenere in conto il mese di prova gratuito: bisognerà capire quanti decideranno di mantenere l'abbonamento una volta che questo scadrà.

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Commenti

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Max

Il catalogo si, ma molti sono semplici pdf. Una rassegna stampa più che un servizio costoso.
Vedremo se mai ci arriverà in Italia.

dario

No, ho visto solo video su yt, non mi sembrava male! Cioè, consultazione integrale dei magazine, anche offline, e il catalogo è bello vasto e prestigioso... vedremo che ci proporranno in Italia!

Max

Ma l’hai provata ? In USA gli ho dato un occhiata e non vale proprio quei soldi per me

Ikaro

Ma è lo 0,0003% dei lettori, poi in genere se c'è una voglia così grande da parte del lettore la rivista non è scema e il rincaro estero se lo pappa lei non va a regalare soldi...

sagitt

bhe guarda in modo più ampio, tu italiano segui una rivista e vai a vivere in brasile (paese a caso)... perchè non devi poter seguire la tua rivista preferita?

certo potresti fartela spedire o altro..... ma è la stessa cosa.

Ikaro

Quando ti scontri con altre società è così, non è il buggetto che dai al consumatore...

Ikaro

Ovvio, ancora non hai imparato a leggere :D

Nembolo

Quello che non funziona è che la stampa (che siano magazine o giornali) ha un ambito "territoriale" a differenza di musica, film/serie tv, giochi che hanno un ambito internazionale.
Che senso ha per una rivista dare il 50% dei suoi introiti ad Apple in cambio di un'internazionalizzazione del suo pubblico, quando questa internazionalizzazione non porta a un allargamento effettivo dei lettori.
Le grandi testate americane lo hanno capito e non hanno abboccato all'offerta: loro scrivono per il loro pubblico, con le loro notizie locali che spaziano dalla cronaca allo sport passando dalla politica. E che gliene frega di allargare ad aree geografiche molto piu ampie se quelle notizie non interessano?
Non guadagneranno mai lettori a sufficienza che possano compensare il taccheggio del 50% propinato da Apple.
Meglio incamerare il 100% dei loro abbonati e mandare a quel paese un servizio che serve solo a chi l'ha ideato.
Se poi passiamo dalla stampa in lingua inglese a quelle nelle varie lingue europee il discorso diventa del tutto improponibile (e infatti qui da noi il servizio in abbonanento non è nemmeno partito).

sagitt

Mica è il primo servizio di questo genere

Depas

5€ al mese lo farei pure..

Top Cat

https://uploads.disquscdn.c... https://uploads.disquscdn.c...

Jam

A me andrebbe bene se i soldi li volessero tra dieci anni allora.

DeeoK

È una scelta poco saggia anche per gli editori: se vuoi produrre contenuti di qualità guadagni di più creandoti una fetta di appassionati piuttosto che schiere di disinteressati prendendo le briciole.

Bastia Javi

Pagare per queste cose sono soldi buttati, basta a difendere ogni cosa che "profuma" di mela.

DeeoK

Sai, quando ti chiedono il 50% di commissioni ti aspetti che quanto meno mantengano le promesse.

pakocero

Apple si sta "androidizzando"

dario

1 euro al mese per avere pieno accesso a centinaia di periodici e quotidiani?
Fai prima a dire che non sei un lettore, la cifra che proponi è praticamente un insulto alle decine di migliaia di professionisti che ci lavorano! :D
Considera solo che con google edicola paghi per ogni singola rivista un prezzo scontato rispetto al cartaceo di qualche cent... se uno non legge prodotti da edicola chiaro che è disinteressato, ma il servizio è ottimo e a un ottimo prezzo.

dario

Per le news sì, anche se c'è molta differenza tra ciò che trovi legalmente online e su carta stampata.
Ma per i magazine riesci online ad accedere al 5% dei contenuti a dire tanto, legalmente.
Quello che dici tu però è giusto: per la maggior parte degli utenti, le informazioni online sono già sovrabbondanti.
Io con un servizio del genere ci andrei a nozze e 10 dollari per il catalogo che offre lo trovo onestissimo, un prezzo "non da apple" direi.

sagitt

in attività da neanche un mese e già pretendono che sia operativa al 300% come fosse li da 10 anni.

sagitt

mah dipende come la vedi. non tutto il mondo è uguale, ci sono paesi dove effettivamente gente paga molto per ste cose.

Castiel

Per come la vedo io sarà un fallimento, ma non tanto per l'esecuzione di Apple, quanto proprio per il concetto in se dell'idea.

Musica e video sono contenuti che vengono pagati volentieri perché l'alternativa (t0rrent, streaming illegale ecc) è noiosa e spesso problematica. Per una cifra bassa è naturale che qualcuno preferisca evitare tutti gli sbattimenti che i contenuti illegali comportano.

Ma nel caso delle notizie questo non accade.
Le informazioni si trovano comunque, spesso in modo facile e legale e senza alcun problema.

Quindi credo sia molto difficile convincere le persone a pagare per questo.

Max

È appena nata ... ci sta. Il punto è che personalmente non vedo nulla di attraente in questo servizio. Nulla per cui pagherei più di 1/2€ almeno.

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