Google, Facebook, Apple, Microsoft, spese record per attività di lobbying

21 Aprile 2017 35

Apple e Facebook hanno segnato rispettivamente il loro trimestre record in termini di spesa per le attività di lobbying del governo americano. I primi tre mesi della presidenza Trump hanno fatto aumentare i costi di lobbying a carico delle maggiori aziende tecnologiche americane, comprese Amazon, Google e Microsoft.

I temi più caldi su cui i rappresentanti della Silicon Valley hanno dovuto far sentire la propria sono stati la tassazione sulle importazioni e le restrizioni sull'immigrazione. Le proteste del mondo tech americano contro alcune delle iniziative della nuova presidenza US non si sono limitate a lettere aperte e annunci pubblici: un folto corpo di lobbysti ha nel frattempo fatto pressione all'interno del Congresso americano, della Casa Bianca e delle agenzie federali del paese. Come da normativa americana, tutte le spese di lobbying sono contabilizzate a fine di ogni trimestre e rese pubbliche online.

Il conto per Apple nell'ultimo trimestre è stato di $1,4 milioni, $50.000 in più rispetto al precedente record raggiunto durante gli ultimi mesi dell'era Obama. Apple ha fatto pressioni su problemi legati alla richiesta di dati da parte del governo, alle regolamentazioni attorno alle app per la salute e, per la prima volta, anche sulle auto a guida autonoma. Tim Cook è stato coinvolto in prima persona su questioni come lo sblocco di iPhone di criminali e il rimpatrio della produzione degli iPhone.

Facebook ha speso $3,2 milioni, contro i $2,8 milioni spesi nello stesso periodo dello scorso anno. L'influenza maggiore ha riguardato la net-neutrality, la privacy su internet e la crittografia. Il più grande social network al mondo sale al 12° posto per spesa in lobbying tra tutte le aziende americane, al secondo per quelle tecnologiche.

Al primo posto troviamo come sempre Google, con i suoi $3,5 milioni e ben 9 dei suoi uomini impiegati a combattere il travel ban di Trump e le limitazioni alle assunzioni di immigrati con alte qualifiche.

A completare la lista delle "big", Microsoft con $2,3 milioni, Oracle con $2,21, Amazon con $3 milioni e AT&T con $4,6 milioni. A spendere per far sentir la loro al regolatore, ci sono anche Lyft e Uber con $370.000 e $110.000 rispettivamente, e SpaceX di Elon Musk con $480.000.

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Commenti

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DuN3DaiN

Le grasse risate se permette me le faccio io visto che non ha lei la minima idea di cosa stiamo parlando.. gli USA hanno grosso modo il 50% delle spese militari mondiali
Per dare un ordine di grandezza solo l'aumento di spesa militare che dice lei 54 miliardi di $ corrisponde a grosso modo 85% della spesa annuale russa questi sono gli ordini di grandezza e questa mole di soldi non è una grandezza di stock ma è di flusso quindi si moltiplica nel tempo dilatando il gap che c'è tra USA e le altre nazioni

Freezer

Si ma gli Stati Uniti godono del privilegio (non si sa ancora per quanto) di emettere la valuta di riserva mondiale con il quale si commercia il petrolio..
Quindi sono in una situazione particolare.

MisterWU

È evidente che non ha nessuna idea ne della situazione della Cina ne di quella dei USA, per fare un affermazione del genere. Le uniche cose dove ancora gli USA hanno un vero dominio è la ricerca (non per molti anni ancora visto l'alto livello di istruzione che la Cina sta mettendo in opera) e la tecnologia (anche se molte società USA innovano grazie a capitali Cinesi); e parzialmente a livello militare, più per la struttura logistica e le risorse umane che per quella degli armamenti stessi che devono essere completamente rinnovati nel breve periodo (operazione già cominciata sotto la presidenza Obama).
Sugli altri punti da lei evocati invece bisogna farsi solo grasse risate.

Mario

so' bruscolini per queste aziende

SteDS

Ma attenzione che il discorso non è così lineare. Ci sono diversi fattori che possono determinare o meno l'appetibilità di una moneta, non solo il rapporto export/import. Gli stessi Stati Uniti che sono degli importatori principalmente dovrebbero avere una moneta molto debole (ed è tutt'altro)

Freezer

In realtà come hai già detto, siamo in surplus con gli USA, quindi quando si parla di svalutazione, bisognerebbe affermare nei confronti di chi. Quando qualcuno svaluta, c'è qualcuno che rivaluta..

Dai vari studi attuali, in realtà nei confronti del dollaro (con cui si compra il petrolio) non svaluteremmo perchè siamo già in surplus con gli USA. Probabilmente la svalutazione l'avremmo coi paesi dell'europa del nord con cui siamo in deficit(Germania e Olanda) e sarebbe abbastanza contenuta. Sta storia della carta straccia è una cialtroneria per fare terrorismo psicologico. Non si capisce perchè paesi piccoli come Polonia, Ungheria e Svezia possano vivere tranquillamente con la loro valuta mentre un gigante economico come l'Italia no.

SteDS

Con una moneta svalutata esporteremo forse di più ma il problema è quanto svalutata. Una lira troppo debole porterebbe anche molti svantaggi, il mio discorso è: esportiamo comunque bene, converebbe rischiare di avere carta straccia come moneta per esportare di più (e pagare a peso d'oro ciò che acquistiamo)?

Freezer

In realtà senza l'€ avremmo una moneta leggermente svalutata il che farebbe aumentare ancora di più il nostro export. Ma il vantaggio più grosso lo avremmo nei confronti della Germania, nostro principale competitor sui mercati internazionali.

SteDS

Però tradizionalmente ci sono paesi esportatori, se l'Italia (che ha un surplus commerciale altissimo, terzo in Europa) dovesse equilibrare import ed export saremmo nella m... certo per i tedeschi sarebbe un disatro tornando alla moneta nazionale, difficile dire come sarebbe la situazione per l'Italia però, purtroppo i dazi sarebbero un problema in entrambi i casi.

Freezer

In realtà il commercio internazionale dovrebbe essere equilibrato e si dovrebbero evitare grossi surplus e grossi deficit. Ed è proprio a questo che servono i tassi di cambio, ad equilibrare la bilancia commerciale. Quando un paese esporta molto, la sua valuta è molto richiesta e quindi tende ad apprezzarsi e viceversa quando importa molto. Ora il problema è che in Europa abbiamo la Germania che ha un surplus commerciale stratosferico (9% del pil) e la sua moneta non si apprezza perchè è legata ad altri paesi più deboli che tengono il cambio artificialmente basso. Se la Germania uscisse dall'€ e riprendesse il marco, questo si apprezzerebbe di almeno il 15-20% facendo crollare l'export tedesco. Ed ecco spiegati i mal di pancia americani nei confronti dell'€ e l'estrema difesa dell'€ da parte della Germania. Nel momento in cui l'€ si sgretola, finisce la pacchia per i crucchi.

SteDS

Il cliente più grosso in assoluto, sommando tutti i paesi europei esportiamo per 276 miliardi e importiamo per 256 (20 mld, in percentuale poca cosa), mentre nei soli Stati Uniti esportiamo con per 40 mld e importiamo per 15 mld, 25 mld di surplus (di più stando ai dati che ai postato tu), incredibile il divario tra import and export con gli USA. Praticamente l'Italia dipende dalle esportazioni verso gli Stati Uniti, speriamo che Trump con i dazi non mandi tutto a putt4ne.

comatrix

https://uploads.disquscdn.c...

Freezer

https :// www . bloomberg . com/graphics/2017-mexico-trade-deficit/
Stando ai dati più recenti, il surplus è di circa 30 miliardi, ci sono andato vicino. Questo non cambia di certo la sostanza, mettere dei dazi ad uno dei tuoi clienti più grossi non è di certo una scelta intelligente.

Francesco Renato

Non confondere le imposte sui redditi con i dazi doganali.

Francesco Renato

Noi non stiamo decidendo un bel nulla, l'Europa ha sempre favorito e continua a favorire le imprese, consentendo loro di fare quello che vogliono, tartassando viceversa i cittadini comuni, quelli ricchi evadono facilmente cambiando residenza.

Francesco Renato

Infatti sono le cifre relative all'attività pulita di lobbyng, l'attività "sporca" si realizza sotto altre forme: assunzione come dirigenti di ex funzionari governativi ben introdotti nei ministeri, consulenze fittizie ben retribuite etc.

Underteo

la differenza è che lui ha avuto le pa||e di tassare le proprie aziende e di cercare di riportare il lavoro sul suolo americano... noi invece stiamo ancora decidendo se si possono spostare le sedi legali in paesi a bassa tassazione per eludere le tasse

artick82

Intanto i 40 mld non è il surplus ma è il totale dell'export italiano verso gli USA.

stillman

Ma chi vogliono prendere in giro con questo numeri, non ci pagano neanche la carta igienica all' anno con quei soldi per fare lobbing spendono molto di più visto gli interessi che hanno

Porco Zio

non credo che la cina sia una vassallo americano (a meno che non abbia capito male ) penso solo che sia entrata a gioco cominciato e stia cercando di mettersi a pari passo verso il suo competitor

DuN3DaiN

Troppo da dire ma ti lascio con qualche domanda che se ti va potrai approfondire..
Quale è la principale valuta di scambio internazionale?
Con quale valuta si commerciano le risorse primarie energia/big data etc.?
Quale stato controlla la finanza internazionale?
Di quale stato sono le più grandi banche d'affari?
Saprai che la maggior parte degli scambi commerciali avviene via mare
Quale stato controlla tutti gli oceani e le rotte marittime del globo?
Perché la Cina detiene buona parte del debito americano?
nella risposta a questa domanda c'è la ragione per la quale la Cina è socia di minoranza dell'impero americano...

Santo33s

Apple e microsoft sono i peggiori

Andrej Peribar

Evidentemente viviamo in due realtà diverse :)

Freezer

Considerando che l'Italia è in surplus commerciale di circa 40 miliardi di € con gli USA, credo che non sarebbe una decisione saggia quella che tu proponi.

DuN3DaiN

Non pro forma lo è di fatto e a diversi livelli:
-Politico
-Culturale
-Tecnologico
-Militare
-Economico

Max

A.k.a. mazzetta!

Andrej Peribar
lo è formalmente e lo sarà ancora per parecchio...

esatto, lo è "pro forma" e basta

La globalizzazione altro non è che un sinonimo dell'impero americano è la Cina come tutti noi c'è dentro fino al collo

Il "problema" nell'economia capitalistica è proprio che comanda chi ha potere sul mercato, di muovere capitali, ed è la Cina, oggi, come lo era l'america ieri.
La Cina non è "ufficialmente" il mercato di dominante solo perchè le masse del mondo occidentale li vede distanti culturalmente.
Ne più, ne meno.

DuN3DaiN

lo è formalmente e lo sarà ancora per parecchio...
per nostra natura sopratutto in Italia valutiamo i rapporti di forza tra gli stati in base ad un ottica prettamente mercantilistica ovvero in base a costi e benefici mentre essere impero costa e in alcuni casi vuol dire anche danneggiarsi per favorire gli altri ovvero per trasferire ricchezza dal centro dell'impero alla periferia allo scopo di legare a se tutte le colonie
da questo motivo scaturisce il malessere della classe media che si sente impoverita e l'elezione di trump età
La globalizzazione altro non è che un sinonimo dell'impero americano è la Cina come tutti noi c'è dentro fino al collo e Jinping(contro il protezionismo di Trump) l'ha anche difesa a Davos

Porco Zio

lo chiamano lobbyng perchè fa cool, io lo chiamo corruzione legalizzata

Andrej Peribar

Lo stato che "crede" di essere quello più potente al mondo.
Cina e Asia in generale sono state rese da loro (e dai noi occidentali in generale) praticamente intoccabili.

ice.man

E infatti dopo aver parlato col presidenti della China i cattivoni cinesi che il girono prima erano accusati di manipolare i tassi di cambio......sono improvvisamente diventati amici.....

DuN3DaiN

"Come da normativa americana, tutte le spese di lobbying sono contabilizzate a fine di ogni trimestre e rese pubbliche online"

vero che in USA i gruppi di pressione sono registrati ma esistono due tipi di lobbing uno formale (che riguarda l'articolo in questione) e uno informale/nascosto che ovviamente è quello vero e proprio ed è enormemente più consistente sopratutto dopo una sentenza dal 2010 che ha tolto praticamente ogni limite ai finanziamenti che un candidato/politico/partito può ricevere...

Legend94

Ma cosa vuoi mettere allo stato più potente al mondo? Trump sa benissimo di poter fare quello che vuole visto lo stato che governa

Vinx

artick82

i più grandi elusosi/evasori di tasse sono tutti qui e guarda caso sono quasi tutti americani.
TRUMP, dovremmo essere noi a mettere i dazi su sta aziende

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