Apple cercò di scendere a patti prima di portare Samsung in tribunale
Valerio Di Carlo | ago 11, 2012
Il volta faccia di Apple al suo partner di lunga data non sarebbe avvenuto in modo repentino. Nel 2010, dopo l’annuncio del primo Galaxy S, Apple avvertì i vertici di Samsung delle conseguenze alle quali sarebbero andati incontro adottando la nuova versione della Touchwiz basata su Android e la nuova estetica dei suoi device troppo ispirata a quella dell’iPhone 3G. Cupertino metteva in guardia la casa coreana, descrivendo l’OS mobile di Google come “una piattaforma che fa uso estensivo di proprietà intellettuali di Apple”, finalizzata a “condurre le compagnie a imitare il design e la strategia dell’iPhone”.
In un documento reso pubblico oggi, ma mostrato in via confidenziale ai capi di Samsung già agosto 2010, Apple elenca in 67 pagine i brevetti che Samsung avrebbe più o meno indirettamente violato con la sua versione personalizzata di Android, montata sul Galaxy S. Già due anni fa quindi, Apple evidenziò che sia Android, montato sugli smartphone Samsung, che l’estetica di questi ultimi, l’avrebbe obbligata ad intervenire per via legale. Pochi mesi dopo fu però proposta un’alternativa: il pagamento della licenza di utilizzo dei brevetti Apple per ogni smartphone e tablet prodotto da Samsung, rispettivamente $30 e $40 per singola unità.
AllThingD ha mostrato in anteprima delle carte, datate 5 ottobre 2010, nelle quali vengono fissati i prezzi delle “royalty per unit” offerte da Apple a Samsung per evitare scontri giudiziari tra le aziende, che avrebbero corrotto i rapporti con lo “strategico e fedele supplier” coreano. Il pagamento complessivo calcolato, che comprendeva anche gli oneri su dispositivi Windows Mobile 7, Bada e Symbian, sarebbe ammontato a circa $250 milioni nel solo anno 2010.
Come avrete già capito, Samsung rifiutò l’accordo, costringendo Apple a portare la questione sui banchi dei tribunali di mezzo mondo. Nel marzo 2010 Samsung continuava ad eseguire approfonditi test comparativi (semplici “banchmark di routine” secondo i suoi spokesmen) tra l’interfaccia grafica dell’iPhone e quella del Galaxy S, sottolineando con perizia i particolari che andavano modificati per far assomigliare la TouchWiz alla GUI di Apple. I processi in corso hanno portato all’inevitabile deterioramento della partnership tra le due aziende, spingendo Apple a trovare nuovi fornitori, tra cui LG e Sharp, che certo non raggiungeranno con semplicità gli standard qualitativi offerti dal colosso coreano, da sempre richiesti da Apple per i suoi prodotti di punta.
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